Naspi: come finirà?

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Burocrazia circolare

La burocrazia circolare dello scaricabarile.

Come la maggior parte delle persone, con le chiusure causate dalla pandemia, ho perso il lavoro.

Tanto per cambiare.

Ho partecipato a un concorso un paio di anni fa ed essendo in graduatoria lavoro con contratti a termine nella Pubblica Amministrazione.

Mi chiamano la mattina ed io vado a sostituire chi manca. Contratti di una settimana, massimo due.

Ma c’è sempre qualcuno ammalato quindi mi permette, nella precarietà dell’incertezza, di avere un reddito costante.

Provo a richiedere il sussidio di disoccupazione.

Attendo.

Dopo circa 20 giorni ricevo risposta: Richiesta respinta.

Secondo Inps ho in essere un contratto fino al 30 giugno.

Cosa non vera, mai lavorato per la sede indicata; come secondo motivo non ho i contributi che mi danno diritto di accesso alla Naspi.

Non vero neanche questo; o meglio, non risultano versati, ma io ho lavorato.

L’impiegato Inps ha fatto l’errore di scrivermi con una mail alla quale posso rispondere, ed io non demordo.

Spiego la situazione, gli allego tutti i miei contratti di lavoro, mi rendo disponibile a fornire qualunque cosa serva perché oramai è diventata una questione di principio; anche se mi toccassero 10 euro ora insisto fino alla fine.

Mi dice che si era “sbagliato a leggere” per quanto riguarda il contratto in essere, mentre per il resto non ho i contributi.

Punto.

Non “Si rivolga a tizio o caio per farseli sistemare”.

Torno a scrivergli e gli chiedo a chi mi devo rivolgere.

“Al datore di lavoro!”.

Ovvio.

Scrivo tramite il portale della PA all’assistenza, spiegando la situazione….

La loro risposta????

Che deve pensarci Inps!!!!!

INPS ha emanato una circolare interna (n. 2874 del 17/07/2018) disponendo che le Strutture territoriali INPS, in mancanza di comunicazione di cessazione attività attraverso il modello UNILAV, procederanno comunque all’istruttoria delle istanze pervenute richiedendo all’assicurato la documentazione utile in originale (ad esempio, lettera di licenziamento, lettera di assunzione, contratto di lavoro individuale, ecc.) e verificandone la congruità attraverso gli archivi telematici a disposizione dell’Istituto. 

“No, niente da fare” mi ha risposto lo sfortunato impiegato Inps.

Mi ha detto che comunque sarebbe una Naspi provvisoria e quindi non precisa per importo e durata.

Cioè mi dice sempre la stessa cosa, ma continua a non propormi una soluzione. “E’ sempre preferibile liquidare sulla contribuzione versata”.

Pensa che io preferirei aver potuto continuare a lavorare ad un sussidio!

Bureaucracy

Da inizio pandemia non mi sono mai lamentata di stare in casa o di non poter lavorare, vedere la famiglia o gli amici. Tra pochi giorni apriranno tutti e ieri nella mia piccola città hanno già trovato 12 contagiati. Ho piena consapevolezza della situazione in cui ci troviamo.

Ma questo è un altro discorso.

Avevo già avuto problemi in passato a richiedere la Naspi, non mi tornavano i conti e dopo aver insistito tanto, sono riuscita a far rifare i conti e mancavo 800 euro. Ma per loro andava bene così e stop.

Questo non mi va giù, il muro di gomma.

Il mio consiglio, avendo lavorato per tanti anni in assistenza clienti, è di evitare di chiamare il call center, perché capita che ti dicano cose sbagliate o che ti riattacchino. E soprattutto non ti rimane nessuna prova. Scrivete, contattate per form o mail che è sempre meglio. Ciò non per Inps ma in generale.

Vado all’attacco di questo RTS indicato nella risposta dell’assistenza.

RTS sta per Ragioneria Territoriale dello Stato. Chissà loro a chi mi rimanderanno?

Cerco il contatto, scrivo una nuova mail in cui torno a spiegare tutto, che ho già parlato con inps che mi rimanda al portale della PA che mi rimanda ad Inps che mi rimanda a loro.

No, non se ne occupano loro.

Stupida io, era ovvio.

La buona notizia è che non mi hanno rimandato allo sfortunato impiegato Inps…la cattiva è che mi incollano il link a cui ho già fatto segnalazione a NoiPA.

No Vabbè.

Scrivo di nuovo a NoiPA…

Yeah

Siamo al 15 di maggio, ho iniziato con la prima richiesta il 14 di aprile.

Oggi mi rispondono dal portale di cui sopra; gli ho domandato se la mia pratica fosse chiusa o in lavorazione, visto che gli avevo chiesto di tenermi informata sull’andamento della pratica.

Ebbene la risposta:

“La informiamo che la stessa è stata chiusa con la seguente risoluzione:

Le confermiamo quanto comunicato nella precedente risposta. E’ necessario rivolgersi alla Rts che dovrà fornirle i certificati di disoccupazione.”

Dai ma si sono messi d’accordo e mi stanno facendo uno scherzo…

In quale vortice sono finita???

Puntano sull’analfabetismo digitale di molte persone che si sarebbero già arrese?

Non esiste.

Vado a controllare cosa mi avevano risposto dall’ RTS, perché forse sono io che ho capito male.

“La Ragioneria Territoriale dello Stato di Modena non è competente in merito alle “Supplenze Brevi” ed al rilascio della certificazione unica (costituiscono una eccezione “i pensionati” che non riescono ad accedere al Portale NOIPA, condizione da specificare nel testo della mail). […] Gli estratti contributivi sono disponibili dopo 4-6 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.”

Stay Tuned….

++++ Aggiornamento!!! ++++

18 Giugno

Non ci girerò intorno.

Sono riuscita ad accedere alla Naspi.

Ci sono voluti oltre due mesi, tante mail, ma hanno deciso che ne ho diritto.

Ho continuato a scrivere a tutti, ho contattato le varie segreterie delle scuole per cui ho lavorato; ho dovuto aprire una segnalazione a NoiPa per sapere a che punto stava la precedente di metà maggio per quale, ad oggi, non ho ancora ricevuto risposta.

Alla fine ho mandato una pec alla direzione Inps della mia città con in allegato tutte le buste paga e i contratti di lavoro.

Lo stesso ufficio che mi ha rimbalzata per due mesi.

Lo stesso.

Sia chiaro, io comprendo il momento di confusione per tutto ciò che è accaduto in questi mesi, il mio non vuole essere un attacco diretto ad Inps, anzi.

So che in questi mesi hanno avuto più richieste del solito, con un portale obsoleto e delle procedure arcaiche; si parla tanto di digitalizzazione ma il problema credo stia proprio a monte.

E la cosa che mi ha dato più fastidio è stato il muro di gomma che ho trovato: solo form da compilare, mail alle quali non poter rispondere, nessuno che mi richiamasse per spiegarmi il motivo reale per il quale non potevano erogarmi una prestazione che era un mio diritto; qualcuno a cui rivolgermi; solo “Non è di nostra competenza”.

So che non si può vivere di sussidi, certo, ma ho lavorato e la disoccupazione è un mio diritto visto che mi sono trovata dalla sera alla mattina (come tanti) senza lavoro.

Non mi sono licenziata o ho scelto di stare in casa sul divano come molti sostengono.

Dico solo che trovo assurdo, soprattutto essendo stata assunta nella PA, di dover essere io a dover dimostrare che ho lavorato per loro.

Non si parlano, non comunicano.

Nessuno si prende a cuore il problema dell’utente per risolverlo.

Ho anche scritto su alcuni gruppi social della mia categoria e in diversi mi hanno risposto che “E’ normale, è sempre stato così”.

No.

Non è normale, e se è sempre stato così non vuol dire che debba continuare ad esserlo.

Alcuni mi hanno risposto che si trovavano nella mia stessa situazione.

Beh io ho insistito, ed invito chiunque si trovi o si troverà in situazioni simili a non arrendersi.

Never give up!

Vittoria!

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